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mani che finiscono di condire una pizza stesa sul marmo da lavoro del pizzaiolo

LA PIZZA DI TRAMONTI, UNA STORIA DI RISCATTO E GENUINITÀ

Che legame c'è tra la pizza e Tramonti, paese montano della Costiera Amalfitana, incastonato tra i Monti Lattari? Tramonti può essere definita la patria dei pizzaioli grazie alle centinaia di pizzerie gestite sia in Italia che all'estero da tramontini, divenuti così gli ambasciatori delle tradizioni culinarie locali nel mondo. Non solo Napoli, anche in Costa d'Amalfi la pizza ha una storia antica che risale al Medioevo. Una pietanza nata per viaggiare che ancora oggi viaggia per tutto il mondo.

I Monti Lattari, gemma della costiera amalfitana

Tutti conoscono la pizza ma in pochi sanno che una delle varianti più diffusa nel nord italia e nel mondo arriva proprio dal territorio del comune di Tramonti, nel cuore dei monti Lattari. È un paese di poche migliaia di abitanti, sparpagliati in tredici frazioni, autentico polmone verde della costiera amalfitana. Ha il fascino delle gemme, Tramonti, il borgo Intra Montes, letteralmente incastonato tra i monti Lattari e la Costiera Amalfitana. Da qui, lo sguardo si distende, sereno, lungo il verde del paesaggio terrazzato e gli arbusti odorosi della macchia mediterranea, fino all’azzurro del mare di Minori, in linea retta. Piccolo borgo, con tredici frazioni, Tramonti è soprattutto espressione autentica del patrimonio della Terra, custode preziosa di storia, biodiversità e tradizioni. Tradizione come quella della pizza.

Pizza di Tramonti: Una tradizione antica quanto il tempo

Si perde nei secoli la storia della pizza di Tramonti, si dice che risalga al Medioevo, quando nei forni rurali si usava preparare il pane biscottato: questo tipo di pane completamente disidratato grazie ad una doppia cottura era indicato per i lunghi viaggi dei marinai amalfitani, si conservava per mesi e poteva essere reidratata con l’acqua di mare. Per abbassare la temperatura dei forni e ottenere la lenta cottura necessaria a disidratare il pane si usava infornare una panella di farina di segale, miglio e orzo che veniva consumata appena sfornata, insaporita con spezie e lardo: un atenato della pizza, la “Pizza Antica”. Pare che successivamente l’intensificarsi degli scambi e del commercio con Napoli abbia fatto conoscere ai partenopei questo prodotto che avrebbero poi adottato nel corso del tempo e trasformato nella pizza che conosciamo oggi.

Negli anni la tradizione si è rafforzata: tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento la maggior parte delle famiglie tramontine aveva in casa il forno a legna per fare il pane biscottato e nel giorno della cottura del pane era tradizione preparare la pizza con lo stesso impasto.

La storia di Luigi Giordano, pioniere della pizza tramontina

A partire dal secondo dopoguerra, molti abitanti di Tramonti emigrarono nelle città del Nord Italia in cerca di fortuna, primo tra tutti Luigi Giordano nel 1955, a lui infatti va riconosciuto il merito di aver fatto conoscere oltre i confini della Campania la pizza. Questa tradizione è diventata un bagaglio di conoscenze importante e occasione di riscatto per tutti i giovani tramontini che furono costretti ad emigrare per trovare lavoro. La grossa passione di queste persone, unite ad un’arte di fare la pizza assolutamente unica e diversa dalla scuola napoletana, ha reso le pizzerie luoghi di diffusione della qualità delle produzioni agricole e prodotti tipici di Tramonti, in Italia e nel mondo. Una storia che è stata oggetto di studio da parte della facoltà di antropologia culturale ed etnica dell’Università di Torino che ha definito il fenomeno Tramonti come emigrazione attiva, cioè persone che hanno lasciato la loro terra con un progetto di successo. Ha accomunato le classi sociali con un cibo che nasce dallo sforzo dell’uomo, racchiudendo il mondo della ruralità e dell’artigianato e che ha segnato l’identità degli italiani. È stato un modo per avvicinare al bene terreno anche chi, come la classe sociale elevata, talvolta conosce poco gli sforzi, l’amore e la passione per la concretezza suggerita dalla ruralità.

La certificazione De. Co.

Il Comune di Tramonti con la De. Co. (Denominazione Comunale) ha deciso di fissare questa tradizione e le caratteristiche della sua pizza, consentendo di recuperare la memoria storica e le tradizioni del luogo. Tutto questo patrimonio di conoscenze e di tradizione necessità però di essere preservato dalle selvagge leggi della globalizzazione, per far si che resistano nel tempo e possano ancora rappresentare un’opportunità per le nuove generazioni e per lo sviluppo del territorio. Nel 2010, il comune di Tramonti ha completato l’iter per la De. Co. per la Pizza di Tramonti, diventando l’unico comune italiano ad avere questo riconoscimento. La nascita della denominazione comunale vuol dire offrire un certificato di garanzia contro le imitazioni, per tutelare il diritto dei consumatori di gustare prodotti di qualità e per tutelare il nostro paese da imitazioni che ne danneggiano l’immagine e l’economia: si tratta, quindi, di un vero e proprio certificato di autenticità. Con il riconoscimento della De.Co., il comune di Tramonti ha deciso non solo di preservare la memoria storica ma anche di fissare le caratteristiche della sua pizza che privilegia l’uso di pomodori scelti, olio extravergine DOP delle Colline Salernitane e fiordilatte dei Monti Lattari.

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